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martedì 23 dicembre 2008

PER TE CHE DI ME CONOSCI OGNI LATO


Quanto amarezza lascia un addio....

Parole violente dettate da sentimenti profondi e vivi come lo scorrere della lava del vulcano nella sua piu' possente eruzione.

Tutto il candore,l'innocenza di essere l'uno per l'altra lascia spazio a diatribe dolorose e tristi.

Scappare con il cuore titubante l'ignoto,disturbato dalla tranquillità del ripetersi degli eventi,quelli che ti fanno vivere nella pace del cambiamento radicale che non potrà sconvolgerti...

Eppure tutto questo arriva,ti scaraventa in un turbine di malinconia e malessere,dove appigli non ce ne sono se non quello della tua ragione....

E allora segui il cuore,bombardato da mille dubbi e rimorsi,da battiti fuori fase che scandiscono la fisiologia sbagliata come un metronomo non tarato per un musicista.

Ma come il metronomo prima o poi si ferma anche il cuore trova la sua quiete.

Che la quiete ti pervada mia dolce stella che fu.

Che la vita ti dia quello che ti meriti,che l'universo di premi di doni che ti sono dovuti.

Tralasciando il rancore e la rabbia di un qualcosa che per ora non potrà cambiare.....per ora,


giovedì 18 dicembre 2008

A CLOCKWORK NIGHT (mechanical feelings)




Mi capita spesso di compiere gesti ripetitivi,meccanici.


Capita a chiunque.


Ognuno di noi ne porta il fardello,vive una vita sulla base di questo meccanismo psicologico interiore.


Non voglio soffermarmi sulle peculiarità degli stessi o cercare di capire se questo ripetersi continuo di pensieri-movimenti sia cosa normale o prossima alla sindrome maniaco-compulsiva.


Credo che,nel bene o nel male,siano reazioni dovute al bisogno di placare carenze momentanee,di appianare paure o ansie o ancor piu' semplicemente gesti di routine che compiamo per sopravvivere.


Ebbene,nella mia ricerca di pace e sicurezza interiore,compio un gesto ripetitivo ogni santa sera.


Semplice dal canto suo ma fondamentale per la mia persona emotiva.


Vivendo solo non riesco a chiudere occhio se non blocco la serratura della porta principale.


Paura comune è vero,ma pur sempre meccanismo di difesa psicofisica che ritengo fondamentale.


Quante volte ho ripetuto questa azione senza prestare attenzione alle sfumature meravigliose racchiuse in essa.


I gesti ripetitivi si sa abbassano la consapevolezza mentale,attivano delle sinapsi che alla mente possono sfuggire e di conseguenza far dubitare la persona di aver compiuto o meno tali gesti.


Mi trovo a letto,in stato di dormiveglia,sento il corpo che pian piano se ne va,come cullato dalle onde del mare in bassa marea.


Godo di questa sensazione di pace e aspetto il sonno.


Essendo un amante del nuoto e dell'acqua,cosa scontata visto la diretta influenza elementale del mio segno zodiacale,percepisco il benessere che il liquido vitale mi trasmette,procurandomi sensazioni di calore intenso e profondo.


Sento il sapore del sale sulle labbra,ne colgo il gusto e ne assaporo l'essenza pungente.


La sensazione di benessere dura troppo a lungo e mi rendo conto che il sonno profondo tarderà ad arrivare,lasciandomi la facoltà di gestire tale situazione.


Mi sollevo dal pelo dell'acqua,osservo l'orizzonte grigio e apparentemente autunnale;il vento sfiora la mia pelle bagnata in modo violento, ma non ho freddo...


"Io non sopporto il vento!" dico tra me e me ,e come per incanto questo se ne torna alle sue origini,lasciandomi in uno stato surreale di atmosfera stagnante.


Guardo il mio corpo,anche le gocce che prima scendevano celeri ora sono immobili,dense come perle preziose riflettono una luce di cui non ne percepisco la fonte ne l'origine.


Desidero bere,ho molta sete.


Immediatamente mi sento appagato,sento lo stomaco fresco,il liquido corroborante scendere nelle viscere.


Capisco immediatamente di essere in lucidità onirica,se così non fosse la mia mente mi avrebbe obbligato a destarmi da quello stato per soddisfare le mie esigenze fisiologiche.


Ma non succede.


Sento di essere in uno stato di coscienza eccellente e decido di non farmi scappare l'occasione per vivere questa esperienza profonda.


Ma che posso fare? So che non ho limiti in questo,che posso creare o disfare tutto in un secondo,di provare sensazioni a comando e liberare la mia fantasia su ogni aspetto della fisica intesa come forza universale.


Come prima cosa desidero volare: è quello che faccio maggiormente in questo stato,adoro perdere il contatto col terreno,amo la paura di non avere il controllo delle mia deambulazione primordiale.


In volo servirebbe ben poco usare le gambe....meglio usare la fantasia,questo ho imparato dalle mie esperienze precedenti.


L'approccio è sempre lo stesso: rincorsa con balzo robusto.


Il mio non è propriamente un volo ma bensì un grande salto di cui ho il controllo totale.


Mi muovo in esso,cabro,aumento quota o la diminuisco usando le mie reminiscenze da nuotatore.


La forza di spinta è così violenta che provo spavento,vedo la superficie del mare e della terra allontanarsi troppo velocemente.


Indirizzo il mio pensiero verso lo zenit e mi ritrovo a bramare di nuovo il nadir sotto di me.


Abbassando lo sguardo percepisco,trovando punti di riferimento indefiniti,il piano dell'orizzonte astronomico che mi fa da orizzonte artificiale e mi permette di riprendere serenità e stabilità mentale.


Proseguo parallelo alla linea orizzontale con quello che ritengo essere il mio corpo fisico e osservo di essere arrivato a destinazione.


Sono al mio paese,è buio e insolitamente silenzioso.


Ho timore e sento freddo,cerco rapidamente un punto conosciuto per orientarmi verso casa.


Un nuovo balzo e sono in volo ancora,questa volta però in modo piu' familiare e lento.


La densità dell'atmosfera mi penetra e mi impedisce movimenti rapidi facendomi tirare un sospiro di sollievo,mi ricorda la consistenza dell'acqua e mi permette una maggiore fruizione di movimenti,essendo un esperto nuotatore.


Vedo il mio appartamento da lontano e con calma mi appresto ad atterrare nel terrazzo che da alla camera da letto.


Istintivamente spingo la maniglia della porta per entrare e mi rendo conto che non era stata chiusa a dovere.


Questa considerazione fa nascere in me il dubbio di non essere al sicuro,di non aver chiuso la porta principale.


Il solo pensiero ed eccomi li di fronte ad essa.


La chiave è inserita.


Meccanicamente compio quattro giri della stessa in senso orario,come sempre.


Lo stupore non tarda ad arrivare! Ad ogni giro percepisco la fisica del meccanismo stesso,mi stupisco dell'odore che sento,ricordandomi un misto fra il sapore del ferro contenuto nel sangue e l'olio che si usa in officina per lubrificare.


Lo scattare della serratura rimbomba nelle mie viscere,lo sento nello stomaco e nella pancia...non ci posso credere!!!


Riprovo daccapo e tutto si fa ancor piu' intenso!


Di nuovo vengo pervaso da odori,sapori metallici,dai movimenti d'incastro dei componenti stessi...


Penso di aver condiviso l'essenza stessa della serratura,la sua naturale predisposizione all'ingranare perfettamente.


Ne ho percepito l'essenza stessa della sua creazione e ne sono diventato parte per un'istante.


Il desiderio di destarmi da quel sogno lucido è stato troppo forte per intrattenermi ancora e così ho aperto gli occhi.


Come un bambino stupito da quello che ha appena scoperto mi sono precipitato verso la porta,girando e rigirando per diversi minuti la chiave,ricercando quelle sensazioni appena provate.


Le ho riprovate tutte:dagli odori ai sapori,dal tonfo che crea il meccanismo quando si attiva alla densità dello stesso al momento dell'ingranare i componenti.


Che felicità e stupore!


Percepire che qualcosa è vivo al di fuori dall'energia che poniamo su esso mi ha reso inquieto!


Ma anche piu' consapevole,conscio che se comprendiamo qual'è la sua reale natura ne possiamo avere il controllo ed il privilegio sul funzionamento.


E come il meccanismo della porta,io vivo meccanicamente ma non passivamente, rassicurato in cuor mio dai quattro giri di chiave.....








LE COSE PREZIOSE (PRECIOUS)



A volte una canzone può toccare il cuore piu' di qualsiasi altra cosa al mondo...


Ripeto : a volte.


Questa volta è successo e con il mondo vorrei condividerla....




LE COSE PREZIOSE (PRECIOUS) Depeche Mode - Playing The Angel - 2005




Le cose preziose e fragili


Hanno bisogno di mani speciali


Dio cosa ti abbiamo fatto


Abbiamo sempre provato a dividere la più tenera delle attenzioni


Ora guarda cosa ti abbiamo portato ad affrontare


Le cose si danneggiano


Le cose si rompono


Io credevo che noi saremmo riusciti a controllarle


Ma le parole non dette


Ci hanno lasciati cosi fragili


c'era rimasto così poco da dare


Gli angeli con le ali d'argento


Non dovrebbero conoscere la sofferenza


Io vorrei poter allontanare il dolore da te


Se Dio ha un piano per noi che solo lui può capire


Io spero che lui guardi attraverso i tuoi occhi


Le cose si danneggiano


Le cose si rompono


Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle


Ma le parole non dette


Ci hanno lasciati cosi fragili


c'era rimasto così poco da dare


Io prego affinché tu possa imparare ad avere fiducia


Abbi fede in noi due


E tieni una stanza per noi due nel tuo cuore


Le cose si danneggiano


Le cose si rompono


Io credevo che noi saremo riusciti a controllarle


Ma le parole non dette


Ci hanno lasciati cosi fragili




domenica 14 dicembre 2008

PAURA


"Chi non ha paura non è un uomo."

Senza dubbio tra i pochi insegnamenti ricevuti questo è quello che piu' mi ha motivato a migliorarmi.

In questo mondo si fa spesso una gran confusione cercando di trovare una via morale e logica per ritagliarsi un posto nella vita di ogni giorno.

I mass media ci inculcano la necessità di essere impavidi e senza timori,di creare un'immagine di noi stessi che possa essere sempre la piu' appagante per gli altri,e di nascondere pregi e debolezze se non conformi ad uno standard imposto e precedentemente studiato a tavolino.

Ci studiano e creano attorno a noi tutto quello che ci permette di non essere ciò che siamo.

Quante volte ci sono cascato e quante volte succederà ancora.....

Dall'essere il primo negli sports scolastici,per riscuotere successo tra le ragazzine inebetite dal bulletto di turno,poi il bodybuilding,serbatoio di personaggi insicuri e alla ricerca dell'armatura che possa identificarti al meglio nella società,all'avere bei vestiti e belle macchine.....

Tutte distrazioni che portano ad alimentare paura ed insicurezza,privandoti di una visione ottimale riguardo alle reali aspirazioni e ai desideri piu' nascosti nel cuore.

Un caro amico,rispondendo ad un'appello uscito dalla mia anima,ha detto che l'ego è fatto per essere distrutto e fatto a pezzettini.....

Come vorrei avere le basi per annientarlo,per non rovinare i momenti piu' belli della mia vita,per godere della dolcezza di due mani che si stringono fregandosene della gente che ti sta attorno...

Avere le armi per sconfiggere la gelosia che si nasconde nel mio cuore,timore infondato di paure fuori luogo,di poter ricambiare la fiducia di persone che si concedono solamente a te anche seppur per un istante...come lo vorrei...

Ma la paura si sa è come un cappio al collo,piu' tiri e piu' soffochi.

Paura di rendersi conto che si è piu' uomini di ciò che si crede,di avere tutte le carte in regola per ottenere e dare quello che si ha dentro,di infondere fiducia e sicurezza anche se dall'altra parte c'è il timore che non sia così.

Paura di essere se stessi.

Si,perchè il mostro piu' spaventoso è dentro ognuno di noi.

Quante volte si cerca di scappare da questo perfetto sconosciuto,dal volto che ogni giorno si riflette allo specchio e dall'ombra che proiettiamo.

Ma non credo che sia possibile,per tanta fatica ed impegno non si può non esserne intimoriti.

Credo che la voglia di scappare dai nostri mostri non sia nient'altro che la voglia di scappare da noi stessi,e da te non scappi neppure se sei Carl Lewis o Valentino Rossi.

Puoi essere veloce e scaltro ma l'ombra che proietti ti ricorderà sempre da ciò che vuoi evadere.

L'unico modo è ricordarsi che se non si ha paura non si è umani,e che questo è l'unico modo per fregare la tua ombra.

Ultimamente vivo con il terrore di ciò che sarà o che non sarà e a volte non so come comportarmi.

In quel momento ricordo lo sfiorarsi di mani amiche,di carezze timide e di sguardi teneri e rubati e tutta la paura scompare....

martedì 9 dicembre 2008

STELLA DEL MATTINO


Stella del mattino,ti osservo e cerco la mia via.Tu come cometa che ispirò i magi nel loro cammino spiani la strada della mia oscurità piu' profonda,riempi di luce i miei timidi passi,osservi silenziosa i miei umili progressi e mi doni la certezza di essere la mia sola guida e la mia unica salvezza.Terribile il pensiero di dover dividere la tua saggezza con altri navigatori sperduti,demoralizzante realizzare che tu sia visibile a chiunque abbia voglia di osservare.Quanto egoismo e cattiveria nel mio cuore,nella voglia di beneficiare dei tuoi raggi affievoliti dalla luce del sole.Tu stella millenaria e immortale,bussola eterna di avventati sprovveduti.Tu che non fai del tuo ego il tuo scopo ultimo,che regali a chi ne ha bisogno il bagliore della verità,che addolcisci gli animi piu' amari.Piccola grande stella riempimi di sicurezza come hai sempre fatto,perdona il mio egoismo e la mia superficialità,placa la mia sete di avventura.Indicami la meta finale del mio lungo viaggio...sono stanco,tanto stanco di vagare....Sono solo un uomo,con tutte le mie paure e debolezze.

domenica 30 novembre 2008

ESPERIENZE ASTRALI E PERICOLO LARVE


Fin dalla tenera età ho avuto esperienze strane durante la notte.
Esperienze per lo piu' riguardanti l'intensità dei miei sogni e la loro lucidità.
Spesso percepivo figure strane,a volte paurose a volte delicate e pacifiche,ma non ho mai dato loro il peso giusto.
Negli anni a venire,vuoi il caso o il destino,mi sono imbattuto in trattati ed esperienze redatte da persone che all'apparenza seguivano un filo comune con quello che mi capitava nella fase onirica.
Da piccolo mi capitava spesso durante la fase di sogno intenso di trasformarmi in un sonnambulo provetto,guidato dalle percezioni e dall'evolversi di quello che all'epoca credevo essere la mia fantasia.
Questa fase di sonnambulismo ha avuto vita breve fortunatamente ,e non mi ha mai portato a gesti particolarmente pericolosi o preoccupanti.
Al massimo mi limitavo a seguire queste entità giu' per le scale di casa e non oltre il giardino,per poi tornarmene beatamente a letto senza problemi.
Sempre piu' i miei sogni e la mia capacità di gestione dell'attenzione all'interno di essi cresceva a dismisura,portandomi a stati di coscienza via via maggiori.
Nell'adolescenza incuriosito da tutto ciò iniziai a documentarmi a riguardo,cercando tra informazioni per lo piu' riguardanti la componente psicologica di tutto questo.
Tutto quello che leggevo non riconduceva a nulla di logico e sensato verso quello che vivevo e,quasi per caso,mi ritrovai tra le mani un articolo che trattava informazioni riguardo il viaggio astrale.
Subito compresi che quello che vivevo trovava riscontro in quello che leggevo....
Rimasi allibito ed affascinato.
Venivano descritte sensazioni,visioni e percezioni a me comuni,tecniche per eseguire lo sdoppiamento evolutivo e per controllare la fase onirica.
Pensai di saltare subito la fase di apprendistato,in quanto le mie uscite avvenivano con una tale semplicità e naturalezza che non avevo riscontrato in altre persone portatrici delle loro esperienze.
Credo sia il mio piu' grande dono.
Capacità questa che mi spinse ad affrontare viaggi sempre piu' pericolosi e ignoti,escursioni notturne che lasciavano trapelare tutta la mia immaturità ed ignoranza di fronte ad eventi non alla mia portata e potenzialmente distruttivi.
Tutto però andò bene per anni,non mi capitò mai di sentirmi in vero pericolo durante queste esperienze,anzi,col tempo imparai a godere delle nuove percezioni che provavo.
Volavo,osservavo la forma profonda e nascosta della materia,percepivo gli odori ed i suoni con un'intensità mai provata e mi divertivo a non riconoscermi quando mi osservavo disteso a letto in stato di "coma vigile".
Man mano che queste mie svolazzate notturne continuavano,iniziai a rendermi conto di non essere il solo fruitore di quel piano meraviglioso ed immenso.
Osservando con attenzione mi resi conto che le varie luci e ombre che notavo erano ben distinte tra loro e assumevano a volte forme umane e non.
Con molta probabilità,le esperienze continue avevano raffinato i miei sensi in astrale,portandomi a distinguere altre forme pensiero o persone che si trovavano nella mia stessa condizione di sdoppiamento.
Non riuscii mai ad interagire propriamente con loro,probabilmente perchè non lo volevo.
Queste esperienze pacifiche continuarono fino a poco tempo fa,portandomi a pensare che tutto fosse sereno e luminoso,senza pericoli.
Ero a conoscenza di forme pensiero ed entità astrali dal nome di larve,entità che si nutrono della nostra energia sottile e vitale ma,non avendone mai incontrata una direttamente non mi preoccupavo piu' di tanto.
Accadde però che un pomeriggio,durante una dormiveglia ristoratrice,fui sbalzato con violenza fuori dal corpo.
Capii immediatamente che qualcosa non stava andando per il verso giusto,non riuscivo a rientrare e i miei movimenti erano troppo lenti,macchinosi,mi sentivo immerso in un fluido denso che impediva il controllo delle mie facoltà.
A qualche metro da me,di fronte a quella che consideravo la mia testa,vidi o percepii un'ombra dalla forma strana e minacciosa.
Solitamente in astrale la percezione è quella di un ambiente tiepido e rassicurante ma,quella volta,piu' osservavo l'ombra piu' mi sentivo freddo e umido.
Fui attratto da essa e credo mi compenetrò,spingendomi a sbattere contro le pareti della camera da letto.
Potei percepire la densità del muro,il dolore di attraversarlo per poi ritrovarmi nella stanza a fianco.
Credo che quella volta la paura di morire mi tolse da un guaio a cui non ero preparato.
Mi sentii tirare verso il mio corpo dormiente e mi risvegliai in un bagno di sudore e terrorizzato.
Cercando in rete trovai varie foto di entità simili a quella che vidi e leggendo vari libri mi resi conto di essermi imbattuto in una vera e propria larva astrale,guscio cosmico bisognoso di energia per poter vivere e continuare la sua evoluzione sul quel piano a me tanto familiare.
Negli ultimi tempi il mio intento è stato quello di capire cosa fossero queste larve e come potessero interagire con l'essere umano.
In tutte le culture si possono trovare notizie ed informazioni su questi signori dell'astrale ma quella che piu' mi ha incuriosito riguarda la teoria espressa dalla dottrina tolteca.
Loro chiamano queste energie i "los voladores",cioè coloro che volano e saltano,dal loro tipico comportamento nel piano astrale.
Gli sciamani toltechi scoprirono la presenza di esseri oscuri posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili.
Gli stregoni videro che questi esseri oscuri si cibavano della lucentezza della consapevolezza di ogni individuo, riducendone sempre di più la patina luminosa.
Le entità oscure sono particolari esseri inorganici, coscienti e molto evoluti e poiché si muovono saltellando o volando come spaventose ombre vampire furono chiamati appunto "los voladores", ovvero quelli che volano.
Queste entità si cibano delle nostre paure e del nostro ego.
Vivono e traggono energia dalle nostre azioni piu' basse,quelle incentrate su di uno schema che si discosta dall'amore per se stessi e per il prossimo.
Ci usano e ci allevano come noi facciamo con i polli e le mucche,ci tosano come le pecore per poi lasciarci ricreare altra lana da sfruttare.
Tengono il nostro prato energetico rasato e curato,lasciandoci solo una misera porzione sufficiente a mantenerci in vita in modo da continuare a sfruttare l'energia naturale che produciamo.
Facendo leva sul nostro egocentrismo i voladores creano fiammate di consapevolezza che poi voracemente consumano.
I predatori alimentano l’avidità, il desiderio smodato, la codardia, l’aggressività, l’importanza personale, la violenza, le emozioni forti, l’autocompiacimento ma anche l’autocommiserazione.
Le fiamme energetiche generate da queste qualità negative sono il loro cibo prediletto.
Non amano invece la qualità vibrazionale della consapevolezza, dell’amore puro, dell’armonia, dell’equilibrio, della pace, della sobrietà.
Aborriscono la qualità energetica della crescita evolutiva, e hanno ogni vantaggio nel boicottare ogni nostro incremento di coscienza.
Secondo gli stregoni toltechi sono stati proprio i voladores a instillarci stupidi sistemi di credenza, le abitudini, le consuetudini sociali, e sono loro a definire le nostre paure, le nostre speranze, sono loro ad alimentare in continuazione e senza ritegno il nostro ego.
Sinceramente non saprei come difendermi in modo efficace e duraturo ma dopo aver letto un bellissimo libro,ho provato una tecnica descritta da uno sciamano e che con me ha funzionato molto bene.
Potrebbe apparire semplice e scontata ma non lo è.
Il segreto starebbe nell'inviare un pensiero d'amore e di compassione.
Poche settimane fa,in uno dei miei soliti viaggi,ho di nuovo incontrato queste ombre,due per l'esattezza.
Mi sono subito ricordato le frasi preziose del libro ma ho riscontrato difficoltà nell'attuarle.
E' difficile inviare amore quando la paura blocca ogni singola percezione ed intenzione.
Il primo pensiero riguardava un momento particolare accaduto in un freddo pomeriggio di novembre,condiviso con una persona a me cara.
Quel pensiero dolce e profondo ha letteralmente allontanato queste entità,facendole retrocedere lentamente da me.
Potevo vedere che la loro consistenza densa si affievoliva e la sensazione di freddo che provavo lasciava spazio nuovamente ad un tepore meraviglioso.
Non ce l'avrei mai fatta se quella situazione particolare,condivisa con questa persona a me cara,non fosse mai avvenuta,se non mi avesse scosso dall'interno,portando alla luce una parte di me pura e serena.
Ora ho la mia tecnica per cercare di affrontare queste entità,modalità di difesa dettata da sentimenti superiori neanche lontanamente possibili a queste losche figure.
A volte basta aprire il proprio cuore per trovare la forza di andare avanti e distruggere le forme di pensiero piu' negative.
Non è facile ne totalmente controllabile,ma continuerò a cercare nel profondo la forza di contrastare tutto quello che mi involve.



giovedì 27 novembre 2008

SVEGLIA E CAFFE'


DRIIIIIIIIN!!!!!DRRRRRRIIIIIIIIN!DRRRIRIIIIIRIIN!!!!
Il vociare della sveglia ti desta dal sonno come ogni mattina.
Sempre la solita frequenza sonora emessa,sempre la solita ora prefissata...tutto nella norma e scontato.
Eppure,all'atto violento e automatico che precede lo spegnimento di essa,una sensazione premonitrice disegna il modo in cui affronterai la giornata.
Due minuti per riassestare le cognizioni psicomotorie ed intellettive e via di corsa al bagno per espletare le impellenti funzioni fisiologiche ordinarie.
Oramai anche il tuo corpo,assuefatto dai ritmi imposti della vita,agisce seguendo un filo logico comune alla sindrome maniaco-schizofrenica.
Tutti i gesti rientrano in un parametro calcolato sul filo dei secondi.
Ricordano le performance fantozziane,le manie di controllo del tempo che corre imperterrito e tiranno.
La lametta si muove sul viso seguendo percorsi obbligati e conosciuti,lasciando solchi sulla schiuma da barba simili ai cumuli di neve creati dalle ruspe in alta montagna.
Lo sguardo si perde in questo ripetersi quotidiano,meravigliandosi ad ogni affondo delle lame,osservando le fattezze di un volto che ogni giorno subisce la stessa violenza.
L'immagine riflessa cala la maschera via via lo scorrimento della lama.
Un ultima sistemata alla chioma selvaggia,plasmata dalle diverse posizioni assunte durante il sonno,e poi di corsa in auto.
Il lavoro attende.....
"E che palle....che cazzo fa sto stronzo!!!muoviti idiota che arrivo in ritardo cazzo!!"
L'ansia del secondo DRRRIIINNNN giornaliero,quello che scandisce l'inizio del tuo status social-lavorativo,si aggiunge a quella del non presentarsi in orario.
Brutto questo mondo,tutto troppo rapido e monotono.
Serbatoio di azioni già vissute e falsamente appaganti.
Viene quasi fatto credere che lavorare sia un dovere primario e sacrosanto,un qualcosa che ti è concesso piu' che offerto.
Passi quasi dalla parte del mendicante che chiede asilo tra quattro mura per scannarsi e assuefarsi di stress,in luogo del benefattore che sei di fronte ad un datore di lavoro che il piu' delle volte ti considera uno schiavo,carne da macello o animale da soma.
Si prova sempre il terrore di non fare mai abbastanza,di non rendere e soddisfare standart imposti da fantomatici operatori del calcolo lavorativo.
Si va avanti,avanti e poi ancora avanti,fregandosene delle necessità che crescono nel cuore.
Si trova ogni modo per farsi del male e per mancarsi di rispetto,creando le basi per un pensiero che ogni giorno si fa piu' vivo:
non si ha mai tempo per fare le cose che ci fanno star bene e ci rendono felici....
La giornata è finita,ritorni a casa vuoto e sfibrato.
Quasi rimpiangi la rasatura mattutina,con la schiuma che ti copre il volto provato e apatico.
Ricordi quella neve sul viso,maschera che si rinnova ogni mattino e che lascia sperare il riflettersi allo specchio di un volto piu' rilassato e contento.
Il giaciglio è la che ti aspetta,caldo e rassicurante come il grembo materno,fedele compagno di un sogno ristoratore e appagante.
Ma sul piu' bello ecco di nuovo ripresentarsi l'incubo!!!!!
Avrò messo la sveglia?
Funzionerà correttamente o mi tradirà come spesso è capitato?????
E con l'incognita di ritrovarti cornuto e mazziato ne punti un'altra,e un'altra ancora....

mercoledì 26 novembre 2008

ANDREA


Ricordo ancora con terrore e tristezza quando l'asteroide ci travolse.
Me ne stavo al bar di fronte casa,seduto beatamente su di una seggiola di giunco con un avvolgente cuscino applicato sopra essa,sorseggiando una birra chiara dai riflessi del malto colto a settembre,quando improvvisamente qualcosa successe.
La giornata era tiepida,in cielo le prime rondini creavano evoluzioni degne di nota anche per i piu' esperti piloti acrobatici,nell'aria si respirava la brezza impregnata dall'erba di campo appena rasata.
Un vento insolito iniziò a levarsi,un vento che a primo impatto non lasciava trasparire il suo punto d'arrivo nel il suo corso predeterminato dalla sequenza della rosa dei venti.
Ad est si vide un bagliore intenso,come quello del sole al crepuscolo ma piu' vivo,tremendamente insolito.
La mia parte razionale non riuscì a comprendere cosa stesse accadendo,sebbene di li a poco mi si gelò il sangue di fronte ad uno spettacolo devastante e mai visto prima.
Improvvisamente il vento mutò,l'aria si trasformo in una parte densa d'atmosfera,un enorme aspirapolvere che mi tolse l'ossigeno dalle narici.
Percepivo la potenza di questo misterioso spostamento,non riuscivo a respirare e il poco di ossigeno inalato non bastava mai.
Vidi una scia di fumo e fiamme solcare il mio orizzonte visivo,creando un turbine in aria simile al risucchio che un aereo produce volando a bassa quota sul pelo del mare.
La massa infuocata continuò veloce la sua corsa verso ovest,lasciandomi impietrito e terrorizzato.
Non lo so quanto fosse passato da quel momento di blocco psicofisico all'impatto dell'asteroide.
Secondi,minuti,millesimi di secondo.....non lo ricordo.
L'impatto determinò un terremoto immediato e le auto che passavano sembravano carambolare l'una sull'altra come le palline del flipper in modalità bonus.
Cercai riparo nello stabile di fronte.
Quasi per caso,nel mio correre affannato verso la salvezza istintiva,mi diressi verso la porta d'ingresso di quel condominio.
Entrato nell'atrio,franai giu' per le scale,quelle che portano alle cantine.
Da li in poi ricordo poco.
Urla di terrore,allarmi e sirene di varia natura esprimevano il loro canto poderoso,il mio ansimare lo percepivo come un incubo che non mi lascia via di fuga per il risveglio.
Mi svegliai in una camera di ospedale,con diverse fratture e traumi vari lungo il corpo.
Mi dissero che una meteora aveva impattato il nostro satellite,creando tre monconi dello stesso, che uno era stato attratto dalla gravità terrestre e precipitato al suolo poco distante da dove mi trovavo.
Ora,a distanza di anni,guardando la Luna con mio figlio ricordo tutto questo.
Lui se la ride beatamente, e sognante aspetta descrizioni sempre piu' dettagliate sull'accaduto.
Non può immaginare il tempo che si ferma,l'attimo di smarrimento e di piccolezza provata,non può e non deve....
I suoi occhi devono ammirare lo spettacolo meraviglioso che gli si pone davanti quando,con il suo binocolo,osserva l'astro celeste oramai irriconoscibile a noi superstiti.
I dolori,i pianti e le preghiere,le lacrime per chi non rivedrai piu',i segni di quel terribile giorno non devono appartenere al mio tenero angelo.
Lui non deve sapere,deve continuare a volare e sognare.
Il mio piccolo angelo....
Giorno dopo giorno raccolgo le piume delle sue ali in crescita,le conservo con orgoglio e malinconia,m'incanto nel veder il suo volo sempre piu' perfetto e prolungato.
Conservo nella memoria ogni piccola evoluzione,ogni piccolo passo avanti,conscio che ad ogni suo battito d'ali io ne avrò uno in meno per volare accanto a lui.
Arriverà un giorno decisivo,un momento dove le mie ali stanche e oramai implumi chiederanno conto della sua maturazione.
Sarà il giorno in cui il mio tenero angioletto mi stringerà a se con dolcezza paterna,a ruoli invertiti,un attimo dove io padre sarò tra le braccia di mio figlio,momento dove capirà che la vecchiaia riporta l'essere umano allo stato di neonato debole ed indifeso.
Momento in cui,tra i mie dubbi e le mie paure,lui mi proteggerà dai brutti pensieri come io feci con esso.
Con un battito d'ali poderoso e oramai maturo mi riporterà alle origini della vita,lassu',vicino a quel bellissimo astro sconvolto da tanta potenza cosmica.
Un'ultimo sguardo,un ultima carezza e le sue braccia mi lasceranno.
La tristezza lascerà spazio ad un pianto liberatorio,ad una sensazione di pace e armonia,ad una soddisfazione profonda.
Avverrà perchè nel momento del suo abbandono lui guarderà il suo piccolo angelo che lo aspetta a terra,che lo implora di proteggerlo e seguirlo nel suo volo da passerotto alle prime armi.
Vai mio piccolo angelo,riabbraccia tuo figlio e avvolgilo tra le tue ali come io ho fatto con te.
Non avere timore e rammarico,è un ciclo che si ripete all'infinito.
La vecchiaia non è una colpa,è una necessità!
Necessità di tornare bambini e sentirsi protetti,bisogno di riprovare quelle sensazioni paterne avute e donate.
Vai e istruisci tuo figlio.
Al momento giusto non avrai bisogno di ali per raggiungermi.Lui penserà a tutto.
Ti cullerai nel momento di quiete che verrà e capirai quanta gratitudine ho provato nel sentirmi amato.
A presto mio piccolo angelo,a presto.