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domenica 26 settembre 2010

Paradiso in Terra


Dove sono?! Dove sono se non qui nell'ansia di bramare un futuro privo di fondamenta del passato,schiavo di catene invisibili che mi trattengono indissolubilmente al padrone cui appartengo!
E come cane in catene,mi muovo lungo la libertà concessa dalle stesse,imprecando verso la prigionia indotta e spaventato dalla possibile libertà di una vita senza il vincolo dalle catene al collo...
Dopo tutto che senso ha vivere nell'ansia di ricominciar daccapo? Di liberarsi dalle catene che ti tengono prigioniero per indossarne altre???
La logica poco si concilia con il cuore,il contrasto disumano che si crea rompe ogni umana comprensione.
Del resto l'umana natura è fatta di instabili stabilità,precarie condizioni dell'essere,schiavo del suo vedere offuscato.
Quando è il pensiero che ti incatena anche il mondo ti calza stretto!
Siamo grande immensità dentro un giardino recintato...

sabato 18 settembre 2010

PAGLIACCIO DI PROFESSIONE


Serata strana questa...ancora non sono pronto al pubblico,penso tra me e me...ma poi ci penso su e mi chiedo se mai lo sia stato.

Ma chi cazzo me lo fa fare mi chiedo,eppure ci ricasco in continuazione!

Lo spettacolo è nuovo,studiato nei minimi dettagli,provato e riprovato mille volte,eppure non mi sento sicuro di nulla...

Piacerà,non piacerà? Arriverà a chi mi sta di fronte o lambirà solamente i loro pregiudizi???

Mi sono avvicinato al teatro per cercare approvazione,per sotterrare le mie insicurezze e trarre forza dal consenso popolare...questo mi ha spinto ad indossare una maschera di carta pesta per rabbonire il conflitto interiore e profondo che da sempre mi porto dentro,per creare piccoli momenti di soddisfazione che nemmeno nel profondo della mia anima trovo.

Faccio il pagliaccio.

Si,il pagliaccio...lo so lo so,è anacronistico al giorno d'oggi sperare di competere in pagliacciaggine vista la schiera di ridicoli personaggi che si possono trovare in politica,in tv o dietro ad articoli giornalistici...

I personaggi in questione hanno una dote naturale che mi oscura ai piu',loro sono molto piu' pagliacci genetici rispetto a me,sulla falsariga per intenderci del buco di culo...

Si perchè il buco di culo fa ridere,porta a sarcasmo e ilarità,ma da tempo immemore è accettato dalla massa.

Oramai avere la faccia come il buco del culo non fa piu' ridere nessuno,tanto vale proporre qualcosa di alternativo...

Dallo specchio del mio camerino mi osservo attentamente,cercando di cogliere quel minimo di finzione necessaria per scrollarmi di dosso la paura che mi penetra le viscere.

Mi sento sconsolato...neppure un mazzo di fiori ne un biglietto di augurio a farmi compagnia,niente...

Sul tavolo dei trucchi solo la mia maschera piangente,vecchia e dai colori spenti,consumata dai miei mille pianti...

La gente non lo sa ma la lacrima disegnata sulla maschera non è opera di colore e pennello...è solco indelebile di mille tristezze grondanti dai miei occhi.

Nessuno lo sa,tranne il pagliaccio che la indosserà per l'ennesima volta.

Un ultimo sospiro e su quel pezzo di carta pesta consumata dai fischi,si va!

Il tendone rosso è ancora chiuso,le luci sono ancora spente...in sala un brusio fastidioso disturba la mia intimità.

Ancora un attimo eeeeeee.......viaaaaa!

Via il sipario!

L'occhio di bue mi devasta,mette a nudo tutta la mia tristezza celata.

Inizio il repertorio classico con quattro minchiate,poi sposto lo spettacolo su atteggiamenti da mimo striminzito...la gente ride,approva il mio status di marionetta goffa e alla mercè degli eventi.

Per un attimo capisco che i loro consensi rispecchiano la loro situazione e me ne rallegro,pensando di non essere l'unico pagliaccio in sala...

Lo spettacolo ha colto nel segno e gli spettatori ridenti e pieni di leggerezza applaudono la mia imbecillità scenica.

Solo uno spettatore speciale non ride ne muta espressione facciale,ma se ne rimane li impietrito e senza espressione di fronte a cotanti applausi...

La maschera conosce bene chi si cela dietro la maschera di scena e con uno sguardo fisso mi sussurra di svelare al mondo la mia identità.

Mi sfilo la maschera ancora sommerso dagli applausi e per un momento le mani battono per inerzia,senza capire il perchè visto che la mente è persa nel capire che diavolo sto facendo.

Cala il silenzio...quando mai si è visto un pagliaccio levarsi la sua armatura???

Mai!

"Signore,Signori,Bambini,eccomi,questo è il vostro pagliaccio!" lo dico in modo sommesso e tremante.

Non so cosa accadrà ora,non lo so...ma chi se ne frega! Che soddisfazione levarsi un fardello del cazzo!!!

Un boato ancor piu' forte degli applausi mi invade,ma questa volta è scherno,umiliazione,risate cattive ed offese prossime al disgusto!

Non ci posso far niente...dopotutto il mio scopo è far divertire il pubblico...

Al giorno d'oggi levarsi la maschera e mettersi a nudo è piu' soddisfacente ai piu' che non uno spettacolo impostato,classico.

Da la possibilità di esaltar loro la rabbia e la bassezza che si portano dentro,e in qualche modo farli sentir meglio con se stessi...

"Signore,Signori,Bambini...un attimo di silenzio prego"

"Sono felice che lo spettacolo vi sia piaciuto ma ancor piu' che la mia faccia vi sia stata una valvola di sfogo ai vostri piu' reconditi istinti bellicosi!"

"Grazie di cuore,lo apprezzo,apprezzo la sincerità dei vostri sinceri insulti!"

"Ringrazio anche per avermi fatto capire che a volte mi prendo troppo sul serio,che mi nascondo dietro maschere per alleggerire il malessere profondo che il mio pubblico si porta dentro!"

"Grazie per avermi fatto capire che non ho bisogno di nascondermi dietro la carta pesta,che la mia faccia basta!"

"Grazie dal piu' profondo del mio essere!"

Nel silenzio piu' totale mi voltai e in preda ad una fragorosa e liberatoria risata me ne andai...

Ma che cazzo si potevano aspettare da me?

Fino a prova contraria sono un pagliaccio.

Un pagliaccio di professione....


venerdì 27 agosto 2010

Come un'isola puttana


L'esistenza mi ha colto di sorpresa e come un'isola puttana sono stato sbattuto da ogni sorta di vento.

Ma cosa c'è di piu' bello di farsi fottere dai sogni e poi urlare al cielo vaffanculo,chi se ne frega.

Nessuno può immaginare quanta ricchezza c'è in certe sconfitte.

Conta il coraggio nella partita della vita.

E non m'importa se per colpa di altri sono diventato un inferno : ho il cuore che da sempre siede a tavola con le posate d'argento.



rif. E. Vendrame pag. 13 "Vietato alla gente per bene"

martedì 8 giugno 2010

Occhi al cielo


Dove finisce lo stupore dato dall'onda del mare che prepotente ti accarezza i piedi?
Forse volato via,volato via assieme al palloncino gonfiato ad elio che tenevo stretto nella mia sicura mano...
e con esso volano al cielo le speranze che ti porti dentro,come l'elio leggere,tanto leggere da poter volare fin sulle stelle e diventare luce,tanto fragili da rendersi conto di esser vincolate da fattori così instabili....
I desideri sono rinchiusi in una bolla di emozione delicata,al pari del gas all'interno del sottile strato di gomma del palloncino...
Hanno bisogni di mani forti e maniere decise...se li lasciamo andare la pressione del mondo romperà l'effimera protezione che li contiene.
Quanta poca importanza diamo ai leggeri desideri...confidiamo nel fatto che il loro insignificante peso non possa sfuggire alle nostre forti prese...ma l'errore è proprio questo...ciò che passa dal cuore e culmina nell'anima non può esser controllato carnalmente,sfugge a queste leggi...esso è qualcosa di piu' grande e misterioso che va custodito gelosamente con la forza di chi sa quale sia il limite tra gestione e perdita.
Il cuore riconosce tutto questo...e se l'onda fredda ci distrae dalla presa non rimane altro da fare che rimboccarsi le maniche e trovare un nuovo palloncino da stringere forte tra le mani...
Il ritorno violento alla realtà a volte ci aiuta a mantenere saldi i nostri effimeri,leggeri e sottili sogni...
Credo che nella vita non si perda ne si guadagni nulla,cambia solo l'importanza del comprendere ciò che stringiamo tra le mani...

giovedì 1 aprile 2010

Il tunnel dei tigli


La potenza del Dio della vita si fa prepotente al mondo,l'essenza è la stessa ma il ricevente si china perfetto a predisporsi in piu' redditizia inclinazione,e tutto per alchimia incompresa inizia...

Quella strada percorsa mille volte,strada lungo i tigli,disposti in ordine militare,li...uno via l'altro a mò di protezione e vigile sorveglianza,strada dal lungo tappeto asfaltato,che pure ai tigli va stretto viste le protuberanze create dalle radici che cercano la libertà in superficie,strada della mia infanzia...

Le cime dei guardiani si sfiorano costantemente,il fusto cerca il suo corrispettivo speculare e si flette per abbracciarlo,creando così un tunnel rassicurante,tempestato da gemme e foglie verdi in estate e lasciando intravedere il cielo grigio e depresso in autunno...

Passano gli anni,passano le stagioni e cambiano le generazioni...generazioni di figlioli che affrontando il tunnel dei tigli provano le medesime emozioni...timore,stupore,malinconia e gioia.

Come se quel bellissimo tunnel fosse in grado di fermare il tempo...portando l'essere umano a provare emozioni comuni in tempi non comuni...forse la magia sta proprio in questo stato emotivo...immergersi in quell'abbraccio fraterno che se ne sta li senza dire nulla...