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sabato 18 settembre 2010

PAGLIACCIO DI PROFESSIONE


Serata strana questa...ancora non sono pronto al pubblico,penso tra me e me...ma poi ci penso su e mi chiedo se mai lo sia stato.

Ma chi cazzo me lo fa fare mi chiedo,eppure ci ricasco in continuazione!

Lo spettacolo è nuovo,studiato nei minimi dettagli,provato e riprovato mille volte,eppure non mi sento sicuro di nulla...

Piacerà,non piacerà? Arriverà a chi mi sta di fronte o lambirà solamente i loro pregiudizi???

Mi sono avvicinato al teatro per cercare approvazione,per sotterrare le mie insicurezze e trarre forza dal consenso popolare...questo mi ha spinto ad indossare una maschera di carta pesta per rabbonire il conflitto interiore e profondo che da sempre mi porto dentro,per creare piccoli momenti di soddisfazione che nemmeno nel profondo della mia anima trovo.

Faccio il pagliaccio.

Si,il pagliaccio...lo so lo so,è anacronistico al giorno d'oggi sperare di competere in pagliacciaggine vista la schiera di ridicoli personaggi che si possono trovare in politica,in tv o dietro ad articoli giornalistici...

I personaggi in questione hanno una dote naturale che mi oscura ai piu',loro sono molto piu' pagliacci genetici rispetto a me,sulla falsariga per intenderci del buco di culo...

Si perchè il buco di culo fa ridere,porta a sarcasmo e ilarità,ma da tempo immemore è accettato dalla massa.

Oramai avere la faccia come il buco del culo non fa piu' ridere nessuno,tanto vale proporre qualcosa di alternativo...

Dallo specchio del mio camerino mi osservo attentamente,cercando di cogliere quel minimo di finzione necessaria per scrollarmi di dosso la paura che mi penetra le viscere.

Mi sento sconsolato...neppure un mazzo di fiori ne un biglietto di augurio a farmi compagnia,niente...

Sul tavolo dei trucchi solo la mia maschera piangente,vecchia e dai colori spenti,consumata dai miei mille pianti...

La gente non lo sa ma la lacrima disegnata sulla maschera non è opera di colore e pennello...è solco indelebile di mille tristezze grondanti dai miei occhi.

Nessuno lo sa,tranne il pagliaccio che la indosserà per l'ennesima volta.

Un ultimo sospiro e su quel pezzo di carta pesta consumata dai fischi,si va!

Il tendone rosso è ancora chiuso,le luci sono ancora spente...in sala un brusio fastidioso disturba la mia intimità.

Ancora un attimo eeeeeee.......viaaaaa!

Via il sipario!

L'occhio di bue mi devasta,mette a nudo tutta la mia tristezza celata.

Inizio il repertorio classico con quattro minchiate,poi sposto lo spettacolo su atteggiamenti da mimo striminzito...la gente ride,approva il mio status di marionetta goffa e alla mercè degli eventi.

Per un attimo capisco che i loro consensi rispecchiano la loro situazione e me ne rallegro,pensando di non essere l'unico pagliaccio in sala...

Lo spettacolo ha colto nel segno e gli spettatori ridenti e pieni di leggerezza applaudono la mia imbecillità scenica.

Solo uno spettatore speciale non ride ne muta espressione facciale,ma se ne rimane li impietrito e senza espressione di fronte a cotanti applausi...

La maschera conosce bene chi si cela dietro la maschera di scena e con uno sguardo fisso mi sussurra di svelare al mondo la mia identità.

Mi sfilo la maschera ancora sommerso dagli applausi e per un momento le mani battono per inerzia,senza capire il perchè visto che la mente è persa nel capire che diavolo sto facendo.

Cala il silenzio...quando mai si è visto un pagliaccio levarsi la sua armatura???

Mai!

"Signore,Signori,Bambini,eccomi,questo è il vostro pagliaccio!" lo dico in modo sommesso e tremante.

Non so cosa accadrà ora,non lo so...ma chi se ne frega! Che soddisfazione levarsi un fardello del cazzo!!!

Un boato ancor piu' forte degli applausi mi invade,ma questa volta è scherno,umiliazione,risate cattive ed offese prossime al disgusto!

Non ci posso far niente...dopotutto il mio scopo è far divertire il pubblico...

Al giorno d'oggi levarsi la maschera e mettersi a nudo è piu' soddisfacente ai piu' che non uno spettacolo impostato,classico.

Da la possibilità di esaltar loro la rabbia e la bassezza che si portano dentro,e in qualche modo farli sentir meglio con se stessi...

"Signore,Signori,Bambini...un attimo di silenzio prego"

"Sono felice che lo spettacolo vi sia piaciuto ma ancor piu' che la mia faccia vi sia stata una valvola di sfogo ai vostri piu' reconditi istinti bellicosi!"

"Grazie di cuore,lo apprezzo,apprezzo la sincerità dei vostri sinceri insulti!"

"Ringrazio anche per avermi fatto capire che a volte mi prendo troppo sul serio,che mi nascondo dietro maschere per alleggerire il malessere profondo che il mio pubblico si porta dentro!"

"Grazie per avermi fatto capire che non ho bisogno di nascondermi dietro la carta pesta,che la mia faccia basta!"

"Grazie dal piu' profondo del mio essere!"

Nel silenzio piu' totale mi voltai e in preda ad una fragorosa e liberatoria risata me ne andai...

Ma che cazzo si potevano aspettare da me?

Fino a prova contraria sono un pagliaccio.

Un pagliaccio di professione....


venerdì 27 agosto 2010

Come un'isola puttana


L'esistenza mi ha colto di sorpresa e come un'isola puttana sono stato sbattuto da ogni sorta di vento.

Ma cosa c'è di piu' bello di farsi fottere dai sogni e poi urlare al cielo vaffanculo,chi se ne frega.

Nessuno può immaginare quanta ricchezza c'è in certe sconfitte.

Conta il coraggio nella partita della vita.

E non m'importa se per colpa di altri sono diventato un inferno : ho il cuore che da sempre siede a tavola con le posate d'argento.



rif. E. Vendrame pag. 13 "Vietato alla gente per bene"

martedì 8 giugno 2010

Occhi al cielo


Dove finisce lo stupore dato dall'onda del mare che prepotente ti accarezza i piedi?
Forse volato via,volato via assieme al palloncino gonfiato ad elio che tenevo stretto nella mia sicura mano...
e con esso volano al cielo le speranze che ti porti dentro,come l'elio leggere,tanto leggere da poter volare fin sulle stelle e diventare luce,tanto fragili da rendersi conto di esser vincolate da fattori così instabili....
I desideri sono rinchiusi in una bolla di emozione delicata,al pari del gas all'interno del sottile strato di gomma del palloncino...
Hanno bisogni di mani forti e maniere decise...se li lasciamo andare la pressione del mondo romperà l'effimera protezione che li contiene.
Quanta poca importanza diamo ai leggeri desideri...confidiamo nel fatto che il loro insignificante peso non possa sfuggire alle nostre forti prese...ma l'errore è proprio questo...ciò che passa dal cuore e culmina nell'anima non può esser controllato carnalmente,sfugge a queste leggi...esso è qualcosa di piu' grande e misterioso che va custodito gelosamente con la forza di chi sa quale sia il limite tra gestione e perdita.
Il cuore riconosce tutto questo...e se l'onda fredda ci distrae dalla presa non rimane altro da fare che rimboccarsi le maniche e trovare un nuovo palloncino da stringere forte tra le mani...
Il ritorno violento alla realtà a volte ci aiuta a mantenere saldi i nostri effimeri,leggeri e sottili sogni...
Credo che nella vita non si perda ne si guadagni nulla,cambia solo l'importanza del comprendere ciò che stringiamo tra le mani...

giovedì 1 aprile 2010

Il tunnel dei tigli


La potenza del Dio della vita si fa prepotente al mondo,l'essenza è la stessa ma il ricevente si china perfetto a predisporsi in piu' redditizia inclinazione,e tutto per alchimia incompresa inizia...

Quella strada percorsa mille volte,strada lungo i tigli,disposti in ordine militare,li...uno via l'altro a mò di protezione e vigile sorveglianza,strada dal lungo tappeto asfaltato,che pure ai tigli va stretto viste le protuberanze create dalle radici che cercano la libertà in superficie,strada della mia infanzia...

Le cime dei guardiani si sfiorano costantemente,il fusto cerca il suo corrispettivo speculare e si flette per abbracciarlo,creando così un tunnel rassicurante,tempestato da gemme e foglie verdi in estate e lasciando intravedere il cielo grigio e depresso in autunno...

Passano gli anni,passano le stagioni e cambiano le generazioni...generazioni di figlioli che affrontando il tunnel dei tigli provano le medesime emozioni...timore,stupore,malinconia e gioia.

Come se quel bellissimo tunnel fosse in grado di fermare il tempo...portando l'essere umano a provare emozioni comuni in tempi non comuni...forse la magia sta proprio in questo stato emotivo...immergersi in quell'abbraccio fraterno che se ne sta li senza dire nulla...

venerdì 4 dicembre 2009

Contatto


"Dove sei?!!!"

"Sono qui,come sempre..."

"Come sempre dove?!!! Non ti sento ne ti vedo!!!"

"Apri gli occhi e osserva,segui il vibrare della mia voce se non riesci a scorgermi..."

"Ho freddo...! Mi sento disorientato!!! Ma perché non ti fai vedere!!! Perché!!!???"

"Eppure mi sembra di esser stata chiara...forse non vuoi ne vedere ne udire...", disse con voce calda,rassicurante e usando un tono piacevolmente materno.

"Adesso basta!!! Sto perdendo la pazienza!!! Mi hai promesso che ci saresti stata sempre,saresti rimasta a mio fianco...ma non riesco a percepirti,ti sento lontana ed inarrivabile!!!"

"Cosa ti dissi in riferimento all'eco???"

"Che vai dicendo? Io ho bisogno di te ora...non ti stupide parabole zen!!!"

"L'eco è creato da vibrazioni rimbalzanti,da deviazioni sonore amplificate e restituite a distanza ma mai distorte nel loro vibrare nel significato più' profondo...queste vibrazioni arrivano quasi intatte...senza la necessità di osservare la bocca che le crea."

"Dio ti prego!!! Fatti vedere!!!"

"Che bisogno hai di vedermi se non accetti neppure di sentirmi??? Non mi pare che in questa situazione sia poi così necessario che io mi plasmi in una figura umana,non credi?"

"Odio questa situazione!!! Odio il freddo che sento ed il senso di solitudine! Odio questa capacità di vedere oltre! Odio te che non mi dai sicurezza! Ho freddo! Freddo cazzo!"

"Per questa volta basta così...avremo tutto il tempo di proseguire oltre!"

"Adesso non sento neppure la tua voce! Dove diavolo sei finita!!! Perché non rispondi?!"

04:21...sveglia Niki...sveglia...

giovedì 29 ottobre 2009

Il suono nel silenzio


Quel nostro rincorrerci, simile ad una corda d'arpa che vibra fuori dal suo asse,lontana dal suo centro di quiete.
Corda d'arpa stimolata e sfasata dal tocco esperto del musicista,ma che inevitabilmente torna al centro dell'equilibrio del silenzio stesso al minimo rilascio del fautore.
Ci sfiorano pensieri,paure,incomprensioni e dubbi...ma quando arriva la fine della musica ci riposizioniamo sempre nel medesimo spazio,nel medesimo silenzio....
Ed è in quel silenzio che il suono dei nostri cuori si fa prepotente al creato.
Noi non siamo note facili dal tempo scandito dal metronomo...oh no!
Noi siamo il dualismo della nota che il pizzico di colui che suona spezza.
Come spettri in pena ci ritroviamo nello stesso corpo...nessuno ci potrà mai dividere,nemmeno spezzando la corda.
Noi vibriamo di silenzio ed è nel silenzio che si ascoltano le piu' belle melodie...

mercoledì 2 settembre 2009

Un film di nome Vita


Chiudo gli occhi e il mio essere viene rapito dal vortice multi colore della mia intimità.
Ora sono solo...si,solo,perchè non conosco neppure me stesso ne la mia parte sottile...
Sento in lontananza il battito del mio cuore farsi sempre piu' flebile,quasi impercettibile,e mi lascio andare; andare nel vuoto,nel buio delle mie certezze quanto mai dubbie,mi cullo nella mia instabile stabilità interiore e scelgo per una volta di non reagire,di non cercare appigli o scialuppe che mi possano traghettare al sicuro...
Al sicuro da cosa poi? Da quelle certezze che mi mancano???
E' tutto così strano quando ci si pone registi della propria situazione e non attori della stessa.
Le cose cambiano e assumono forme e sonorità mai viste ne udite,ti rendono uno psicopatico che cerca le sue pillole per non vedere ne sentire le cose che ti fanno male.
Ma in quel momento non puoi fuggire neppure da te stesso perchè manchi letteralmente di te stesso...e allora guardi,senti e assapori il film...il film dove l'attore principale sei tu.
Piano piano riprendi la tua intimità,assapori cose che avevi sopito sotto falsi cumuli cementati di ego e te ne rallegri...
Ma sul piu' bello la tua componente fisica ti attrae di nuovo,portandoti in una realtà dove sei spesso attore e non regista-spettatore del tuo film,della tua vita...
La vita è come quel vuoto che si prova in quelle situazioni descritte,è come una pellicola impressa da mille immagini e filmati,ma mai volta al termine...
C'è sempre un pò di pellicola per dirigere i piu' bei spettacoli della nostra esistenza,basta improvvisarsi registi...e la vita diventerà il nostro piu' bel film.
La mia vita sei tu e tu il motivo che mi spinge a dirigere questa grande meravigliosa opera personale...la mia vita...
Ti amo.

mercoledì 29 luglio 2009

Bolla di bambino


Vola la bolla di sapone,dipinta da mille sfumature e riflessi dello spettro solare,vola alta,poi plana e sembra stagnare,li,a mezz'aria...

Il bambino la guarda con aria sognante,colmo di mille interrogativi e dubbi sul suo strano moto,sul suo evolvere danzante alla mercè del vento,sorretta dalla corrente ancora amica...

Certo...amica,corrente leggiadra e violenta allo stesso tempo,sintesi di forze contrapposte che possono determinare il continuo sogno del pargolo o la sua delusione...

Il piccolo sa e in cuor suo spera nel viaggio sempre piu' lungo della bolla,attende con una malinconia ancora non provata la sua fine,la rottura dei legami chimici che la compongono,ma spera...

La speranza e la fantasia,il desiderio di sognare e di stupirsi...sentimenti e sensazioni che solo i bambini sanno cogliere...

Il vento cambia,la bolla prende quota e velocità e sembra voglia scomparire lassu' in cielo...sembra voglia raggiungere la salvezza,allontanarsi dal desiderio che il bambino ha duri per sempre...e per correnti avverse e per inconsistenza dello strato di sapone la bolla multicolore si dissolve,e con essa la gioia del pargoletto che,ancora con lo stantuffo fisso in mano,osserva incredulo il disciogliersi di un sogno,di un piccolo sogno da lui creato.

Quasi una lacrima solca il viso del nostro amato creatore di bolle quando un pensiero giunge dalla sua anima.....ricorda il nonno che disse che ogni bolla di sapone è come un fiocco di neve : per tanto bello ed effimero sia,rimarrà sempre unico e irripetibile...irripetibile come la gioia di aver creato con un soffio qualcosa di raro e privato,qualcosa che nasce dall'unione del soffio misto al desiderio dell'unicità da creare.

E ripensando a quel detto si asciuga la lacrima ed intinge di nuovo l'asticella nel sapone,conscio che starà per ricreare qualcosa di unico e irripetibile e il sorriso ritorna.

Noi siamo come bolle di sapone alla mercè degli eventi,qualche volta controllabili e qualche volta no,ma unici ed irripetibili...

Quel bambino si chiama universo e il nonno è l'amore universale...

Sanno benissimo che perderanno miliardi di bolle a causa della loro inconsistenza materiale ma sanno pure che ogni bolla ha riflesso una gamma di colori,ha assorbito un infinità di profumi e volteggiato nella libertà piu' assoluta e se ne rallegrano...

E così il ciclo continua,con il bimbo malinconico e lacrimante ma pronto a dare ad altre bolle la possibilità di godere di tanta bellezza...